Daniel Alexander - Photography BA (Hons)

Intervista a Daniel Alexander, Presidente del corso di laurea “Photography BA (Hons)”


Daniel Alexander, fotografo e docente residente a Londra, ha insegnato in numerosi atenei del Regno Unito. Oggi è Presidente del corso “Photography BA (Hons)” presso l’Università South Bank di Londra e insieme ad alcuni studenti ha creato il Collettivo della South Bank (Community Interest Company), dove ricopre la carica di direttore creativo.

Cosa ci può dire in merito al lavoro dell’LSBU e del Collettivo della South Bank?

L’LSBU, di cui sono entrato a far parte tre anni e mezzo fa, è un ambiente per me relativamente nuovo. Dopo essere stato nominato Presidente del corso di laurea mi sono preoccupato di riformulare e promuovere il corso “Photography BA (Hons)”, incentrando il piano di studi sulla formazione di fotografi professionisti dallo sguardo nuovo e fresco, nonché indubbiamente creativo, che nutrono uno spiccato interesse per il settore industriale. Una buona parte del corso è dedicata alla pratica e prevede che gli studenti espongano i propri lavori attraverso mostre, pubblicazioni e collaborazioni. Insieme ai laureandi ho costituito una società di rilevanza comunitaria (Community Interest Company), chiamata “Il Collettivo della South Bank” e gestita dagli studenti come una vera e propria agenzia grafica, che riceve incarichi e commissioni da un ampio ventaglio di clienti. Leigh Carter, Amministratore Delegato di Fassi UK Ltd, mi ha contattato per il progetto di Fassi esattamente nel momento in cui il Collettivo della South Bank stava diventando una realtà consolidata. Questa è stata la nostra prima collaborazione e il fatto che il lavoro sia stato commissionato da un’azienda di livello internazionale non può che gratificarci.


Cosa può dirci del processo creativo? E com’è lavorare direttamente all’interno dello stabilimento Fassi?
L’intero processo è durato circa sei mesi. Abbiamo stabilito che il Collettivo della South Bank si sarebbe occupato della realizzazione del progetto, aperto a studenti di qualsiasi anno del corso di laurea. Trix Carver, la laureanda responsabile del progetto, ha chiesto a coloro che fossero interessati a collaborare a questo incarico di sottoporre un primo abbozzo personale. Così facendo è stato possibile individuare 9 studenti ansiosi di lavorare al progetto, per il quale coltivavano idee grandiose. Ho incontrato il gruppo regolarmente per un paio di mesi, durante i quali ciascuno ha sviluppato le proprie idee; sempre in questo periodo abbiamo eseguito alcuni scatti di prova per capire quale fosse l’inquadratura migliore. Durante la fase creativa grande enfasi è stata data al lavoro di squadra affinché il risultato finale lasciasse intravedere il leitmotiv che unisce con coerenza le singole immagini; ciò è stato possibile grazie alla collaborazione reciproca degli studenti nella fase di sviluppo concettuale e di realizzazione dei singoli scatti fotografici.
Il photoshooting in Italia ha rappresentato un momento indimenticabile di questa esperienza. Tutte le persone con cui abbiamo lavorato presso la sede di Fassi – da Leigh Carter a Silvio Chiapusso, dai dirigenti agli operai, senza dimenticare l’interprete – sono state di grande aiuto durante la realizzazione delle immagini, per le quali si sono dimostrate particolarmente entusiaste. Il photoshooting iniziava ogni giorno alle 9 di mattina, per concludersi alle 2 del mattino seguente: è stata un’esperienza intensa, ma anche estremamente gratificante in quanto abbiamo visto le nostre idee che iniziavano a prendere vita. Questo modo di lavorare rappresenta un buon metodo d’insegnamento, dal momento che gli studenti hanno sentito la pressione di una grande produzione e hanno acquisito molte conoscenze in poco tempo. Il viaggio ha rappresentato inoltre un’esperienza importante dal punto di vista culturale, dal momento che tra uno scatto e l’altro abbiamo fatto qualche puntatina in ottimi ristoranti dove abbiamo mangiato benissimo.


Per Lei, qual è il leitmotiv che accomuna le immagini definitive?
Leigh Carter lo ha descritto perfettamente in questi termini: “Il concetto di fondo consisteva nel fotografare le gru in loco per sottolineare la grandezza dello stabilimento, così come la precisione ingegneristica e la bellezza estetica delle stesse gru”. A livello visivo le immagini sono accomunate dall’utilizzo delle luci, sapientemente calibrate per trasformare gli spazi del photoshooting; molte presentano diversi richiami alla Gran Bretagna, ad esempio attraverso l’uso di immagini proiettate o la riproduzione della skyline con la tecnica del light painting.

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